OLTRE 200 DIRIGENTI SINDACALI PER LA TAPPA PUGLIESE DEGLI ATTIVI REGIONALI FABI

Tappa pugliese per il tour Fabi degli attivi regionali. A Bari si sono incontrati, questa mattina, oltre 200 dirigenti sindacali, provenienti da tutte le province della regione, per discutere l’ipotesi di contratto collettivo nazionale del lavoro rinnovato il 19 dicembre scorso e di recente approvato all’unanimità dal Comitato direttivo centrale della Fabi. Ipotesi di rinnovo contrattuale che dal 6 febbraio al 13 marzo sarà sottoposta al vaglio delle assemblee dei lavoratori, chiamati a esprimere il loro parere. Presenti all’incontro il segretario generale aggiunto Fabi, Giuliano De Filippis, il segretario organizzativo Mauro Scarin, il coordinatore dei Sab di Bari, Paolo Baldassarra, di Brindisi, Mario Serinelli, Foggia, Nicola Cardone, Lecce, Giorgio Lezzi, Taranto, Enrico Surico. Presente anche il coordinatore Fabi del gruppo Popolare di Bari, Carmine Iandolo.

La riunione è stata aperta da Scarin con un’introduzione sulla vertenza relativa al contratto ed entrando nel dettaglio di tutti gli aspetti principali e tecnici del nuovo contratto. «Sono quattro i pilastri di questo rinnovo contrattuale: salariale, occupazione, diritti e tutele» ha esordito Scarin. «C’era un contesto sfavorevole: una Bce sempre più intransigente, scandali bancari, i piani industriali delle banche con uscite di lavoratori e poche assunzioni previste, le ulteriori fusioni e i casi di commissariamento di alcuni istituti. C’era, quindi, la necessità di un contratto nazionale di svolta per affrontare le future sfide con un giusto rilancio del settore bancario» ha aggiunto il segretario nazionale.

Tra le novità principali: il rafforzamento ed estensione dell’area contrattuale, la stretta alle politiche commerciali, la cabina di regia sulle innovazioni tecnologiche, le tutele legali, la proroga della scadenza del Fondo per l’occupazione, la cancellazione del salario d’ingresso per i neoassunti, le novità sui trasferimenti, la banca del tempo, il riconoscimento del lavoro agile – smart working -attivabile solo su base volontaria, il diritto alla disconnessione, la formazione a distanza, le nuove regole su salute e sicurezza. Importantissimo lo stop al “contratto ibrido” che «era purtroppo sul tavolo contrattuale e siamo riusciti a bloccarlo» ha concluso il segretario Fabi, Scarin.

La parola è poi passata al padrone di casa, Paolo Baldassarra, che ha sottolineato l’importanza socio-economica di questa vertenza contrattuale: «Si è riusciti a chiudere un contratto importantissimo, di sicuro il migliore degli ultimi 15 anni, con un riconoscimento economico e sociale a tutti i lavoratori – ha detto il coordinatore Fabi di Bari – allungare i tempi di scadenza del contratto al 2022 significa difendere la categoria e il settore intero. I piani industriale, le fusioni e le continue trasformazioni, tutte le sfide del futuro verranno affrontate con tutte le tutele di questo ottimo contratto. È stata valorizzato il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori, anima del settore».

A chiudere i lavori, dopo gli interventi dei dirigenti presenti, è stato il segretario generale aggiunto Fabi, Giuliano De Filippis: «È un contratto che vuole essere presidio dei diritti, tutele e sviluppo, non solo per il settore del credito di oggi ma soprattutto per il futuro» ha sottolineato De Filippis. «Per la prima volta non ci siamo accontentati di un incremento economico, seppure considerevole, ma abbiamo posto le basi per una centralità “vera” del contratto a tutele di tutti i colleghi. Ora intendiamo continuare su questa strada anche e soprattutto nei piani industriali dei gruppi. Ci siamo assunti la responsabilità di coinvolgere il movimento sindacale imponendo una politica a tutto campo che veda i lavoratori protagonisti nel governare il cambiamento» ha concluso il segretario generale aggiunto Fabi.

Bari, 3 febbraio 2020

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